Le ciclovie della città di Padova


Padova e bicicletta. Un binomio che si rafforza nel tempo. Grazie ai 150 chilometri di piste ciclabili urbane, il capoluogo sta diventando una città a misura di bicicletta, mentre la provincia grazie ai percorsi turistici si candida ad essere il crocevia del cicloturismo veneto e del Nord Italia. Padova e la sua provincia sono una meta obbligata per quanti vogliono conoscere il lato più autentico del Veneto: città d'arte e di scienza, colline e mare, centri termali e borghi rurali, vie d'acqua e percorsi della fede, multiformi paesaggi e una straordinaria ricchezza gastronomica.

ESCURSIONI CICLOTURISTICHE - PROPOSTE DI VIAGGIO E VACANZA
Per il cicloturista la bicicletta è sia motivo che mezzo principale del viaggio. C'è chi si serve della bicicletta per visitare una città, c'è che ama arricchire la vacanza con una facile escursione di qualche ora, chi preferisce stare un giorno intero all'aria aperta e chi organizza lunghi viaggi a tappe. Le escursioni sono proposte ad anello della lunghezza di circa 50 Km, progettate per far vivere al cicloturista una giornata di vacanza, di svago o di relax.

E2-ANELLO DEI COLLI EUGANEI

Padova, Este, Terme Euganee
L'escursione che consente di compiere l'intero giro del sistema collinare è straordinariamente ricca di punti di interesse storico, idraulico, architettonico e naturalistico.

Lunghezza : Km 65 con partenza da Montegrotto Terme
Condizioni del percorso : pista ciclabile in gran parte asfaltata. Il percorso è pianeggiante con la sola eccezione della facile salita del comune di Rovolon.

I Colli Euganei appaiono isolati all'orizzonte con linee ondulate e una sorprendente varietà di forme: profili conici che sovrastano rilievi dalle linee morbide, con un esito suggestivo. Per valorizzare questo paesaggio unico e per tutelarne la straordinaria biodiversità, nel 1989 è stato istituito il PARCO REGIONALE DEL COLLI EUGANEI. Lungo il percorso incontreremo numerose mete turistiche. La serie di ville venete inizia alle porte della città con villa Molin, continua a Battaglia Terme con il Catajo, imponente dimota della famiglia Obizzi, poi con villa Selvatico-Sartori, e poco più avanti con villa Emo dal tipico giardino all'italiana. Raggiunta Monselice, si possono visitare la piazza, il castello e la vicina passeggiata del Santuario Giubilare delle Sette Chiese che sale a villa Duodo sul Monte della Rocca. Riprendendo il viaggio in direzione sud, si attraversano ampie aree di bonifica dove troviamo il complesso Buzzaccarini-Benetti e poco dopo villa Barbaro. Da questo punto la vista spazia su tutta la parte meridionale dei Colli Euganei: si individuano sullo sfondo la cima più alta degli Euganei, il Monte Venda (601m) riconoscibile dagli alti ripetitori televisivi e ad occidente le torri del Castello d'Este. Attraverso il meraviglioso centro storico estense si risale il canale Bisatto, che in località Bomba affianca un'antica fornace, oggi sede del Museo geo-paleontologico dei Colli Euganei, la cui visita è consigliata agli amanti dei fossili e dei minerali. L'itinerario prosegue verso il Monte Lozzo, alle cui pendici si trova intatto il duecentesco Castello di Valbona e termina a Vò Vecchio in un'atmosfera d'altri tempi. La località sorge attorno alla secentesca Villa Contarini-Venier e conserva una particolare piazza porticata. A Bastia di Rovolon, si passa accanto ad una magnifica torre colombaia e ci si immerge tra i vigneti dai quali si producono i famosi vini rossi e il profumato Moscato Fior d'Arancio. Al termine della strada campestre si affronta una facile salita, per scendere poi verso Montemerlo. Siamo ormai giunti all'estremità nord-est dei colli, dove conviene prevedere una sosta per visitare l'abbazia di Praglia, autentico gioiello rinascimentale e importante centro della spiritualità benedettina.

 

ANELLO FLUVIALE DI PADOVA

Nella storia di Padova, i fiumi, i canali e i navigli hanno rappresentato le principali vie di comunicazione oltre che un sistema difensivo e un'importante fonte di approvvigionamento d'acqua ed energia. Oggi le stesse vie fluviali sono diventate piste ciclabili suggestive dalle quali è possibile assistere alla dinamica vita cittadina.

Lunghezza. 54 Km
Partenza e arrivo: Padova, Porte Contarine. Il luogo si trova a breve distanza dalla stazione ferroviaria, all'inizio di via Giotto.
Condizioni del percorso: piste ciclabili per lo più sterrate.

Questa facile escursione prende il via dalle Porte Contarine, l'ex porta d'ingresso navale alla città e raggiunge poco dopo la Cappella degli Scrovegni, scrigno che conserva preziosi affreschi di Giotto. La prima via d'acqua che s'incontra è il canale Piovego, un'arteria artificiale lunga 11 Km che congiunge da ottocento anni Padova a Venezia attraverso il naviglio Brenta. Questa è stata la via di comunicazone più trafficata e più importante del territorio padovano. Nel primo tratto il percorso lambisce le mura veneziane e nei pressi del vivace quartiere universitario incontra l'elegante Porta Ognissanti. Questo monumento appare come un arco trionfale con un'originale scalinata in marmo che consente ancora oggi l'approdo delle barche. Lasciate le mura conquecentesche, si procede controcorrente rispetto al corso d'acqua, prima sulle sponde del canale San Gregorio e poi, oltrepassata la conca di navigazione di Voltabarozzo, sul canale Scaricatore, dove i padovani amano praticare sport. Giunti al Bassanello è interessante osservare l'andamento delle acque: parte entrano in città lungo il canale Tronco Maestro e parte escono in direzione sud, lungo il canale Battaglia. Il percorso prosegue per un tratto lungo l'argine sinistro del Bacchiglione e poi lungo il canale Brentella, fino a Limena, centro abitato dove è possibile ammirare alcune ville e l'antico castello idraulico dei Colmelloni. In questo punto il percorso intercetta il fiume Brenta, in un sito naturalistico di grande bellezza. Giunti nei pressi di una quercia secolare si devia su una strada che conduce all'ingresso della ex-certosa di Vigodarzere, un vasto complesso monastico del Cinquecento. Proseguendo, il corso del fiume si fa rettilineo e meno accattivante, ma dopo pochi chilometri si giunge a Stra, paese rivierasco dove si concentrano celebri ville venete come la villa Pisani, monumento nazionale. Nell'ultimo tratto,, da Noventa a Padova, si pedala nuovamente sul canale Piovego, dove si affaccia villa Giovannelli, ultima tappa prima di rientrare in città.

 

IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO

Il presente percorso cicloturistico deve la sua origine e il suo nome all'ultimo viaggio compiuto dal Santo, oramai al termine della sua vita, da Camposampiero a Padova. Per arricchire l'escursione si consiglia di ritornare seguendo la pista ciclabile che segue il corso del fiume Tergola.

Lunghezza: Km 30 solo andata
Partenza: Padova - Basilica del Santo, arrivo Loreggia
Segnaletica: Presente
Codizioni del percorso: escursione pianeggiante su piste ciclabili asfaltate in città e sterrate lungo il fiume Muson dei Sassi.

L'itinerario cicloturistico, attrezzato con segnaletica e sistemazioni stradali, si sviluppa lungo gli argini del Muson dei Sassi. Questo fiume nasce da sorgenti poste a nord di Asolo e confluisce dopo 48 Km nel Brenta; la sua peculiarità è quella di avere un corso rettilineo, segno evidente delle sistemazioni idrauliche compiute dalla Repubblica di Venezia nel XVII secolo. Il punto di partenza dell'escursione è la Basilica del Santo, al cui interno si conservano la tomba di Sant'Antonio e un patrimonio di opere d'arte dal forte significato religioso e devozionale. Nel primo tratto il percorso attraversa il centro storico su strade strette e porticate, poi segue le piste ciclabili dei quartieri nord di Padova, fino ad incontrare il Santuario di Sant'Antonio all'Arcella. L'edificio neogotico di fine Ottocento è riconoscibile da una grande cupola rivestita con lastre di rame e dalla monumentale torre campanaria alta ben 75 metri. All'interno del tempio è conservata la "cella del transito", la sola testimonianza dell'originale convento medioevale distrutto nel XVI secolo dove morì il Santo il 13 giugno 1231. A Pontevigodarzere il fiume Mason dei Sassi si innesta sul Brenta e da qui prende il via la ciclopista che conduce a Loreggia. Da Vigodarzere a Camposampiero attraversiamo le terre del Graticolato Romano, un esempio di paesaggio archeologico tra i meglio conservati d'Italia. I Romani nel I secolo a.C. portarono a compimento con tecniche agronomiche, operazioni di ingegneria civile, interventi legislativi, un progetto di sistemazione del territorio volto a favorire l'insediamento delle comunità locali, la pratica dell'agricoltura e il controllo politico-militare. Vista dall'alto l'area si presenta ancora oggi come una grande scacchiera dove i campi e la rete stradale ricalcano fedelmente l'originale sistemazione del territorio.
A Camposampiero una deviazione ci conduce ai santuari antoniani, custoditi dai frati Francescani Conventuali. A poca distanza dalla piazza del Comune, dove svetta l'alta torre medievale, incontriamo il Santuario del Noce. Secondo la tradizione, in questo luogo il Santo avrebbe avuto l'apparizione del Bambino gesù, a cui si lega la celebre iconografia antoniana. Nell'ultimo tratto verso Loreggia, attraversiamo l'ex ferrovia Treviso-Ostiglia lungo la quale sta prendendo forma un bel percorso vrde attraverso la pianura veneta.

GIRO DELLE CITTA' MURATE

L'itinerario attraversa la Bassa Padovana, tra i Colli Euganei e la Scodosia. Durante l'escursione si incontrano numerose costruzioni medioevali: palazzi fortificati, castelli, rocche, torri isolate e città murate. All'andata il percorso segue il canale Bisatto e il fiume Frassine; al ritorno è possibile utilizzare il treno con il servizio di trasporto biciclette, oppure seguire strade arginali dei fiumi Fratta e Frassine.

Lunghezza: 40Km
Segnaletica: assente
Condizioni del percorso: escursione pianeggiante su strade arginali sterrate ed asfaltate

La prima città murate che incontriamo nel corso di questo itinerario suggestivo e Monselice, che in passato fu vicus romano, castrum bizantino ed importante centro del regno longobardo. La costruzione delle mura a difesa della città iniziò nel XII secolo per essere poi potenziata da federico II di Svezia con il mastio, la torre civica e il castello. Nel XIV secolo la città venne conquistata dai Da Carrara, signori di Padova, i quali perfezionarono il sistema difensivo con ben cinque gironi di mura. Venuta meno l'importanza militare, la città cambiò volto fino ad assumere un aspetto simile a quello attuale: sorsero le ville e i palazzi principeschi (villa Nani-Mocenigo, villa Pisani, villa Duodo), si affermarono gli edifici religiosi e monastici (via giubilare delle Sette Chiese, oratorio di San Giorgio, convento di San Giacomo) e divenne importante l'industria della estrazione e lavorazione della pietra. Nel "Retratto di Monselice", zona di bonifiche conquecentesche, si incontra l'oratorio della Madonna delle Ave, la cui costruzione ha inglobato un muro antico, vestigia della fortificazione del monte Buso. In breve si raggiunge Este, passando davanti a ca'Mori sede del Parco Regionale dei Colli Euganei e seguendo la viabilità ordinaria si arriva nel centro storico dove si apre la vasta piazza Maggiore e si affacciano i palazzi più prestigiosi della città. Gli scorci che meritano una sosta fotografica sono numerosi: la torre civica con l'orologio, le residenze signorili, i luoghi di culto e il castello carrarese. Dopo aver visitato il Duomo dalla particolare forma ellittica ed il Museo Nazionale Atestino ricco di preziosi reperti archeologici, si riprende l'argine del canale Bisatto, fino a raggiungere il nodo idraulico del Sostegno, dove si continua a pedalare lungo il fiume Frassine. Dall'alto dell'argine, immersi nel silenzio della campagna, lo sguardo spazia ad oriente verso i Colli Euganei, ad occidente verso quelli Berici e a sud fino a Montagnana, meta del nostro viaggio. Nel XIV secolo la città murata assunse l'impronta originale che possiamo ancora oggi ammirare. In quel periodo i Carraresi completarono la Rocca degli Alberi (1362) la città muraria che conta ben 24 torri alte 17 metri. Quella più alta (38 metri) è dell'edificio militare più antico della città: il castello di San Zeno. La visita al centro torico permette di ammirare nobili dimore, tra cui villa Pisani, opera del Palladio, e il Duomo, la cui architettura complessa armonizza gli elementi gotici con quelli rinascimentali.

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